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Sei stato ingiustamente licenziato? Il datore di lavoro non ti ha versato il TFR o è fallito?

Sai che hai 60 giorni di tempo per impugnare il licenziamento? E che presso l’INPS è costituito un fondo che garantisce il recupero del TFR?

Vuoi far accertare l’illegittimità del licenziamento o richiedere il tuo risarcimento?

Quando un licenziamento può dirsi illegittimo? E quando si ha diritto al TFR?

Ogni licenziamento per essere legittimo deve essere motivato ed il lavoratore dipendente ha sempre diritto al trattamento di fine rapporto.

Tanto che questi due principi trovano conferma e tutela:
1) nel diritto del lavoratore di impugnare il licenziamento ingiustificato nel termine di 60 giorni dalla ricezione della comunicazione e della possibilità di presentare ricorso in Tribunale entro i successivi 180 giorni.

2) nel “Fondo di garanzia per il trattamento di fine rapporto” che in caso di insolvenza del datore di lavoro permette l’erogazione del TFR e delle ultime 3 mensilità da parte dell’INPS.

In cosa consiste la tutela avverso i licenziamenti?

Rosetta Studio Legale è impegnato da anni nella tutela dei lavoratori in caso di licenziamenti collettivi o in caso di recupero del TFR da parte di gruppi di lavoratori, riuscendo a garantire lo studio della pratica e l’avvio della contestazione stragiudiziale entro 5 giorni lavorativi.

Inoltre, lo studio fornisce al lavoratore una tutela ampia, poiché i Consulenti del Lavoro che collaborano con lo Studio Legale opereranno una verifica di tutta la posizione lavorativa, al fine di verificare anche la presenza di eventuali differenze retributive.

In materia di diritto del lavoro, in ottemperanza al proprio impegno volto a far assumere ai propri assistiti la consapevolezza dei propri diritti, Rosetta Studio Legale fornisce tutti gli strumenti necessari per fare scelte informate e procedere legalmente per l’ottenimento del miglior risultato possibile.

Casi recentemente trattati

La tutela dei gruppi di lavoratori.

Diverse lavoratrici, con sede lavorativa in Civitavecchia, si rivolgevano al nostro studio poiché – poco dopo il licenziamento – il proprio datore di lavoro, oltre a non versare il TFR, veniva dichiarato insolvente, con conseguente apertura del Fallimento.

Effettuati i conteggi e rappresentata l’opportunità di proporre domanda di insinuazione al passivo, riuscivano grazie al fondo TFR presente presso l’INPS ad addivenire al recupero degli importi dovuti per il lavoro svolto.

Il vantaggio per le lavoratrici fu poi ulteriore in ragione della loro comune pretesa. Infatti, avendo tutte una posizione lavorativa comune ed un medesimo datore di lavoro, lo Studio Legale ha potuto limitare i costi iniziali, poiché connessi ad un’unica attività di studio.

Recensioni

Perché scegliere lo studio legale per ottenere il rimborso?

Il metodo utilizzato

01

Fase 1

Effettuati i conteggi da parte del consulente del lavoro, si invia una diffida e messa in mora in si chiede il pagamento degli importi dovuti dal lavoratore.

In alcuni casi, già in questa fase, il Datore di lavoro per evitare il contenzioso presenta autonomamente una offerta conciliativa.

A seguito di comunicazione positiva, al cliente basterà firmare per accettazione, così che intervenga il rimborso.

02

Fase 2

Nel caso in cui il datore di lavoro non formuli una proposta di conciliazione o questa non sia adeguata, si provvederà ad avviare il ricorso formale dinanzi Tribunale in funzione di Giudice del Lavoro.

In prima udienza il Giudice del Lavoro formulerà una proposta conciliativa che le parti potranno accettare o meno e di cui il Giudice terrà conto in sede di sentenza.

In alcuni casi, preso atto della proposta del Giudice, il Datore di lavoro per evitare il contenzioso presenta autonomamente una offerta conciliativa.

03

Fase 3 (eventuale)

Nel caso in cui invece il datore di lavoro dovesse fallire, si provvederà a formulare istanza per l’ammissione al passivo fallimentare, così da poter poi inviare presso l’INPS la richiesta di erogazione del TFR.

FAQ

Tutti i lavoratori subordinati che abbiano prestato lavoro subordinato in assenza di contratto, senza che sia intervenuta alcuna comunicazione al Centro per l’impiego ed abbiano subito il mancato versamento i contributi utili alla pensione.
Potrai chiedere:
  • Il TFR (Trattamento di Fine Rapporto);
  • In caso di licenziamento orale anche la reintegra nel posto di lavoro;
  • le differenze retributive previste dal contratto collettivo (CCNL) applicabile alle mansioni da te effettivamente volte;
  • La ricostituzione della posizione previdenziale presso l’INPS;
  • Lo straordinario diurno e notturno (in caso di lavoro in nero) e che, se costante, potrà anche maggiorare il TFR;
  • Le Ferie non godute ed il lavoro festivo;
  • La tredicesima ed in alcuni casi la quattordicesima

L’ammontare del rimborso varia in base alle mansioni svolte ed alla dura del rapporto di lavoro e viene determinato mediante dei conteggi analitici predisposti da un Consulente del lavoro.

Per fare un esempio, puoi valutare una media del TFR in ipotesi di operaio full time pari a circa 1.000-1.500 euro di TFR per ogni anno lavorato e che le retribuzioni andranno sempre calcolate al lordo, motivo per il quale qualora – ad esempio – si abbia ricevuto 800 euro al mese ed il compenso lordo sia pari ad € 1.800,00 in due anni il lavoratore avrebbe diritto a circa 24.000 euro lordi.

In alcuni casi, dopo la diffida e messa in mora inviata dallo Studio Legale il datore di lavoro formula una proposta transattiva che il lavoratore potrà valutare di accettare o meno.

Decorsi 30 giorni dalla diffida in assenza di proposte da parte del datore di lavoro, si presenterà ricorso in Tribunale ove in prima udienza il Giudice del Lavoro formulerà una proposta conciliativa che le parti potranno accettare o meno e di cui il Giudice terrà conto in sede di sentenza.

Ti potrà essere riconosciuto il diritto al pagamento delle ore di lavoro effettivamente lavorate con ricostruzione presso l’INPS della tua posizione previdenziale utile alla pensione.

In caso di licenziamento orale avrai anche diritto ad essere reintegrato.

Chi siamo

Rosetta Studio Legale nasce dall’idea dell’Avv. Antonio Rosetta di creare un punto di riferimento nella lotta al lavoro in nero ed al mancato riconoscimento di diritti dei lavoratori, attraverso l’utilizzo delle prove digitali, delle azioni collettive e lo sviluppo di un dialogo consapevole tra lavoratori e mondo delle imprese.

Siamo un gruppo eterogeneo di professionisti che operano collettivamente verso un unico obiettivo: fornire ai nostri clienti un servizio legale di alto livello.

L’obiettivo dello Studio Legale è quello di equiparare entro il 2024 l’utilizzo delle prove digitali, tipico dei giudizi penali, anche nell’accertamento del lavoro in nero e degli straordinari e di rendere accessibile tale strumento di difesa soprattutto alle fasce di lavoratori meno tutelate.

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