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Anche in azienda, il lavoratore conserva diritti precisi sulla privacy dei propri dati personali. E questi diritti non finiscono con la cessazione del rapporto di lavoro.
Una collaboratrice, cessato il rapporto di lavoro, si rivolge alla società con una richiesta molto precisa: ottenere copia del proprio contratto e la cancellazione dei propri dati personali dal sito aziendale.
Nel dettaglio chiede:
La società non risponde in tempi rapidi. Anzi, lascia trascorrere diversi mesi senza fornire un riscontro completo, giustificando il ritardo con motivi organizzativi interni e sostenendo, inoltre, che:
Il Garante per la protezione dei dati personali, con provvedimento n. 121/2026, ha rigettato la posizione della società e ha chiarito alcuni principi fondamentali.
1. Il diritto di accesso vale anche se il documento è già stato consegnato
Il diritto di accesso previsto dall’art. 15 del GDPR non si esaurisce con la prima consegna dei documenti.
Il datore di lavoro è obbligato a fornire copia dei dati personali anche se:
La richiesta deve essere soddisfatta senza ingiustificato ritardo, anche quando appare ripetitiva.
2. Il ritardo non può essere giustificato da ragioni organizzative interne
Il Garante è molto chiaro: difficoltà organizzative o processi interni di riorganizzazione non sospendono gli obblighi derivanti dal GDPR.
La società avrebbe dovuto comunque:
3. La cancellazione dei dati dal sito è un obbligo
Ancora più rilevante è il profilo della cancellazione dei dati personali dal sito aziendale.
Il Garante ribadisce che, dopo la cessazione del rapporto, il lavoratore ha diritto alla cancellazione dei propri dati ai sensi dell’art. 17 GDPR, quando:
Nel caso concreto, mantenere sul sito:
costituiva un trattamento non più giustificato.
Questo provvedimento non riguarda solo un caso isolato, ma chiarisce un principio più ampio.
Nel rapporto di lavoro esiste uno squilibrio strutturale tra datore e lavoratore. Proprio per questo, il rispetto delle regole sulla privacy assume un peso ancora maggiore.
Il Garante sottolinea che:
Inoltre, continuare a presentare online una persona come parte dell’organizzazione, dopo la cessazione del rapporto, può integrare un trattamento non aggiornato e quindi inesatto.
La cessazione del rapporto non interrompe la disciplina privacy.
Restano attivi obblighi precisi per il datore di lavoro, tra cui:
La permanenza non giustificata dei dati espone l’azienda a violazioni sia del principio di limitazione della conservazione sia del principio di esattezza.
Anche dopo la fine del rapporto, il lavoratore può esercitare diversi diritti previsti dal GDPR:
In caso di inerzia, è possibile:
Il caso analizzato evidenzia un punto spesso sottovalutato dalle aziende: la gestione dei dati dei lavoratori non è solo un adempimento formale.
Il mancato rispetto degli obblighi sulla privacy può comportare:
Nel caso specifico, il Garante ha sanzionato la società anche per:
Il provvedimento n. 121/2026 chiarisce un punto essenziale: la tutela dei dati personali nel rapporto di lavoro non si interrompe con la fine dell’incarico.
Il diritto di accesso e il diritto alla cancellazione devono essere rispettati in modo tempestivo e completo, senza eccezioni basate su ragioni organizzative o su precedenti disponibilità dei documenti.
Per le aziende, questo significa che la gestione dei dati dei lavoratori deve essere strutturata in modo preciso e aggiornato. Per i lavoratori, invece, significa che i propri diritti restano pienamente attivi anche dopo la cessazione del rapporto.
Il presente articolo ha finalità esclusivamente informativa e divulgativa e non costituisce in alcun modo parere legale né consulenza professionale personalizzata.
Le informazioni contenute si basano sulla normativa vigente e su orientamenti e provvedimenti del Garante per la protezione dei dati personali, ma potrebbero non tenere conto di specifiche situazioni concrete o di eventuali aggiornamenti successivi.
La gestione dei dati personali nel rapporto di lavoro, soprattutto dopo la cessazione, è un tema complesso e spesso sottovalutato.
Se sei un lavoratore e ritieni che i tuoi dati non siano stati gestiti correttamente, oppure un’azienda che vuole verificare la conformità delle proprie procedure in materia di privacy e GDPR, puoi richiedere una valutazione del caso.
Il nostro studio offre assistenza in materia di diritto del lavoro: contattaci per una consulenza riservata.
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