Licenziato per una rissa tra colleghi? Come tutelarsi

Licenziamento legittimo per un dipendente coinvolto in una rissa tra colleghi. Ma come capire se, in casi simili, il recesso avviene per giusta causa o è legittimo? Vediamolo insieme.

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Sul luogo di lavoro serve il rispetto del vivere civile. Ma cosa accade se scatta una rissa tra colleghi? E cosa dice la legge se, per tale rissa, un dipendente viene licenziato? Oggi vediamo una recente sentenza della Corte d’Appello di Milano.

Indice

Il caso

La vicenda è semplice: due colleghi hanno un litigio negli spogliatoi.

Prima volano parole grosse, poi spintoni, infine qualcuno passa alle mani.

Un lavoratore viene licenziato senza preavviso e per giusta causa (disciplinato dall’articolo 2119 del Codice civile): lui fa ricorso, sostenendo di non aver dato inizio allo scontro ma di essersi semplicemente difeso.

La sentenza

Per quanto la dinamica possa sembrare scontata, la risposta dei giudici non lo è stata. La Corte d’Appello di Milano, infatti, con la sentenza 853/2025 del 31 ottobre ha tracciato una linea netta tra la legittima difesa e la rissa: non conta chi comincia il litigio, bensì conta la reazione.

Se coinvolto in una rissa il lavoratore resta difensivo, allora il licenziamento per giusta causa può essere reputato illegittimo; ma se la reazione diventa contro-aggressione, anche solo tramite un singolo gesto (che sia uno schiaffo, una manata o un pugno) viene meno il vincolo di fiducia tra datore e dipendente.

Non importa se è stata una reazione data da una provocazione; non importa se lo schiaffo è stato dato per difesa.

La decisione della Corte è lampante: la tutela del posto di lavoro cede nel momento in cui speri la soglia della mera difesa e metti in pericolo un collega. La condotta violenta non trova giustificazioni.

Quindi rissa equivale a licenziamento?

Non necessariamente.

Il datore di lavoro, infatti, prima di licenziare un dipendente ha l’obbligo di:

  • verificare la reale gravità dei fatti;
  • imporre una sanzione proporzionata;
  • trattare equamente tutti gli individui coinvolti nell’evento.

Purtroppo, però, questo non accade sempre.

Molti lavoratori vengono licenziati senza che nessuno controlli che la decisione sia stata proporzionata, motivata e legittima, rischiando di perdere il lavoro per superficialità.

Come posso agire?

Se hai 55, 60, 65 anni, perdere il lavoro significa perdere sicurezza, dignità e indipendenza. E la paura che ormai sia troppo tardi per ricominciare è reale e giustificata.

Ma non pensare di essere solo di fronte ad un licenziamento.

La legge prevede:

  • tutela;
  • coerenza;
  • proporzionalità;
  • ricostruzione dei fatti.

E, soprattutto, prevede che il datore debba dimostrare che il tuo comportamento ha infranto il rapporto di fiducia. Prima di accettare un accordo o di arrenderti, ricorda: l’aiuto di un professionista può fare la differenza in situazioni dubbie.

Lo Studio Legale Rosetta

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