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Essere Avvocato non significa essere invincibili e immuni da malattie, infortuni o patologie che riducono — talvolta in modo drastico — la capacità di lavorare.
Proprio per questo la Cassa Forense prevede specifiche tutele previdenziali per gli iscritti che, a causa di problemi di salute, non riescono più a esercitare la professione come prima.
Le prestazioni previste sono due:
Vediamo in modo chiaro cosa sono, a chi spettano e come si richiedono.
È la prestazione destinata agli Avvocati che, pur continuando a esercitare la professione, subiscono una riduzione grave e stabile della capacità lavorativa.
L’iscritto deve essere riconosciuto “permanentemente invalido”, cioè deve aver subito una riduzione di almeno due terzi della propria capacità di svolgere l’attività forense, a causa di infermità fisiche o mentali insorte o aggravatesi dopo l’iscrizione alla Cassa.
Devono sussistere contemporaneamente:
Non è richiesta la cancellazione dall’Albo: l’Avvocato può continuare a esercitare, nei limiti della propria capacità residua.
La pensione decorre dal primo giorno del mese successivo alla domanda.
La Cassa procede a revisione ogni 3 anni.
Se la capacità lavorativa supera nuovamente 1/3, la pensione viene sospesa.
Dopo tre concessioni complessive, la prestazione diventa definitiva.

Questa prestazione riguarda i casi più gravi: quando l’Avvocato non è più in grado, in modo permanente e totale, di esercitare la professione.
Il richiedente deve essere riconosciuto “permanentemente e assolutamente inabile”, cioè con una capacità lavorativa azzerata a causa di malattia o infortunio.
Identico a quello previsto per l’invalidità:
È obbligatoria la cancellazione da tutti gli Albi forensi, incluso quello per il patrocinio davanti alla Cassazione e alle giurisdizioni superiori.
La pensione di inabilità è compatibile con l’assegno di invalidità civile.
La pensione decorre dal primo giorno del mese successivo alla domanda, purché la cancellazione dagli Albi avvenga entro 3 mesi dalla comunicazione di riconoscimento del diritto.
La domanda va presentata utilizzando la modulistica ufficiale della Cassa Forense, disponibile sul sito istituzionale, e deve essere corredata da:
Se la patologia è evidente e irreversibile, la Giunta Esecutiva può riconoscere direttamente la prestazione su parere del Medico Fiduciario.
Nella prassi, però, il professionista viene quasi sempre sottoposto a visita davanti a una Commissione Medica distrettuale, composta da tre specialisti (medicina legale, medicina del lavoro e medici esperti nelle patologie denunciate).
Il richiedente può farsi assistere da un consulente medico di parte, che può depositare osservazioni scritte.
Entro 4 mesi dalla nomina, la Commissione trasmette il parere alla Giunta Esecutiva, che decide sulla concessione della pensione.

Le prestazioni di invalidità e inabilità della Cassa Forense rappresentano una tutela fondamentale per gli Avvocati che affrontano gravi problemi di salute. Conoscere in anticipo i propri diritti è il primo passo per tutelarli davvero.
Lo Studio Legale Rosetta è un punto di riferimento nella tutela del lavoro e della invalidità. Il nostro gruppo di professionisti è in grado di assicurarti un servizio legale accessibile e di alto livello.
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