Morbo di Parkinson e invalidità civile: quali diritti spettano? 

Vediamo come viene valutato il Parkinson dall’INPS e cosa fare quando il verbale non rappresenta correttamente la situazione del paziente. 

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Il morbo di Parkinson è una patologia neurodegenerativa cronica che può incidere profondamente sulla capacità di movimento, sull’autonomia personale e sulla qualità della vita. 

Tremore, rigidità muscolare, rallentamento dei movimenti (bradicinesia), problemi di equilibrio e difficoltà nelle attività quotidiane possono avere conseguenze importanti non solo per il paziente, ma anche per la famiglia che lo assiste. 

L’ordinamento italiano prevede diverse forme di tutela: 

  • invalidità civile; 
  • indennità di accompagnamento nei casi più gravi; 
  • riconoscimento della Legge 104/1992; 
  • prestazioni previdenziali per i lavoratori; 
  • agevolazioni e tutele lavorative. 

In questa guida vediamo come viene valutato il Parkinson dall’INPS e cosa fare quando il verbale non rappresenta correttamente la situazione del paziente. 

Indice

Come viene valutato il Parkinson dall’INPS

La diagnosi di Parkinson, da sola, non determina automaticamente una percentuale di invalidità. La Commissione medico-legale valuta il quadro complessivo della persona, considerando soprattutto l’impatto della malattia sulla capacità funzionale. 

Tra gli elementi valutati rientrano: 

  • limitazioni nei movimenti; 
  • tremore e rigidità; 
  • difficoltà di equilibrio; 
  • cadute; 
  • rallentamento motorio; 
  • alterazioni della coordinazione; 
  • effetti collaterali delle terapie; 
  • necessità di assistenza nello svolgimento delle attività quotidiane. 

Tuttavia, non esiste una corrispondenza automatica tra lo stadio clinico e una determinata percentuale di invalidità. Ciò che conta è la compromissione concreta della persona. 

Invalidità civile e Parkinson: quali prestazioni possono essere riconosciute?

A seconda della gravità del quadro clinico, possono essere riconosciute diverse tutele. 

Invalidità civile

La percentuale viene determinata sulla base della valutazione medico-legale complessiva. Le percentuali più elevate vengono riconosciute quando la patologia determina una significativa limitazione dell’autonomia personale o una grave compromissione funzionale. 

Indennità di accompagnamento

Nei casi più gravi può essere riconosciuta l’indennità di accompagnamento. 

Questa prestazione spetta quando la persona: 

  • non è in grado di deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore; 

oppure 

  • non riesce a compiere autonomamente gli atti quotidiani della vita e necessita di assistenza continua. 

L’indennità: 

  • viene corrisposta per 12 mensilità; 
  • non dipende dal reddito; 
  • è una prestazione distinta dall’invalidità civile. 

Parkinson e Legge 104: quali tutele sono previste?

Il paziente con Parkinson può richiedere il riconoscimento dell’handicap ai sensi della Legge 104/1992. Quando viene riconosciuta la situazione di gravità prevista dall’articolo 3, comma 3, possono trovare applicazione diverse tutele. 

Per il lavoratore con Parkinson

Possono essere riconosciuti: 

  • permessi retribuiti previsti dalla Legge 104; 
  • eventuali misure di adattamento lavorativo compatibili con la situazione sanitaria; 
  • altre tutele previste dalla normativa sul lavoro. 

Per il familiare che assiste

Il familiare avente diritto può accedere, quando ricorrono i requisiti: 

  • ai permessi retribuiti; 
  • al congedo straordinario retribuito fino a due anni complessivi; 
  • alle altre tutele previste dalla normativa. 

Parkinson e prestazioni previdenziali INPS per i lavoratori

Il Parkinson può incidere anche sulla capacità lavorativa. Per chi possiede i requisiti contributivi previsti dalla legge, possono essere valutate le prestazioni disciplinate dalla Legge 222/1984. 

Assegno ordinario di invalidità

Può spettare quando la capacità lavorativa risulta ridotta a meno di un terzo in occupazioni confacenti alle attitudini della persona. È compatibile con lo svolgimento dell’attività lavorativa secondo le regole previste dalla normativa. 

Pensione ordinaria di inabilità

Può essere riconosciuta quando l’infermità determina l’assoluta e permanente impossibilità di svolgere qualsiasi attività lavorativa. 

Esenzione ticket e Parkinson

Il morbo di Parkinson rientra tra le patologie croniche che possono dare diritto all’esenzione dal ticket sanitario. L’esenzione riguarda le prestazioni sanitarie correlate alla patologia secondo quanto previsto dalla normativa vigente. 

È importante distinguere: 

  • invalidità civile; 
  • esenzione per patologia; 
  • Legge 104. 

Sono procedure diverse con finalità diverse. 

Cosa fare se l’INPS sottovaluta la situazione?

Può accadere che il verbale INPS non rappresenti pienamente le limitazioni del paziente. Questo può avvenire soprattutto nelle patologie caratterizzate da oscillazioni dei sintomi, come il Parkinson, dove il quadro può cambiare anche nell’arco della giornata. 

È importante che la documentazione descriva: 

  • frequenza delle fasi “OFF”; 
  • episodi di blocco motorio (freezing); 
  • cadute; 
  • difficoltà nelle attività quotidiane; 
  • effetti della terapia. 

Se il verbale non rispecchia la situazione reale, è possibile valutare gli strumenti di tutela previsti dalla legge. Nelle controversie in materia di invalidità civile può essere necessario procedere attraverso l’accertamento tecnico preventivo previsto dall’articolo 445-bis del Codice di procedura civile. 

Domande frequenti

Il Parkinson dà automaticamente diritto al 100% di invalidità? 

No. 

La diagnosi non determina automaticamente una percentuale. La Commissione valuta la gravità della malattia e il suo impatto concreto sulla vita della persona. 

Se durante la visita INPS sto bene grazie ai farmaci posso essere valutato negativamente? 

La valutazione deve considerare il quadro complessivo. Per questo è importante che la documentazione medica descriva anche le fasi di peggioramento, le oscillazioni dei sintomi e le difficoltà quotidiane. 

Chi assiste un malato di Parkinson può chiedere il congedo straordinario? 

Sì, se il paziente è riconosciuto in situazione di handicap grave ai sensi della Legge 104/1992 e se il familiare possiede i requisiti previsti dalla normativa. 

Conclusioni

Il Parkinson non viene valutato dall’INPS sulla base della sola diagnosi. Ciò che determina il riconoscimento delle tutele è il modo in cui la malattia incide concretamente sull’autonomia, sulla vita quotidiana e sulla capacità lavorativa. Una documentazione neurologica completa e aggiornata può essere determinante per rappresentare correttamente la situazione del paziente. 

Il presente articolo ha finalità esclusivamente informative e non costituisce consulenza legale o medica. Ogni situazione deve essere valutata sulla base delle condizioni personali, della documentazione sanitaria e dei requisiti previsti dalla normativa vigente. 

Se vuoi leggere ulteriori nostri articoli li trovi qui

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