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Lavoro Nero e Naspi

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Spesso si parte dalla convinzione in caso di lavoro in nero, a rischiare delle sanzioni sia soltanto il datore di lavoro. Nella maggior parte dei casi è vero, ma, in realtà, vi sono dei casi in cui anche il lavoratore può essere sanzionato. 

Come noto, nel rapporto di lavoro in nero la parte debole è il lavoratore, che ha necessità di lavorare, ed è quindi da tutelare. Per questa ragione lavorare in nero non comporta sanzioni. 

Tuttavia, ci sono anche dei casi in cui è il lavoratore a non voler essere regolarizzato. Questo accade nei casi in cui un lavoratore intenda, in modo illecito, beneficiare del reddito di cittadinanza o della disoccupazione, pur non avendone diritto.

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Nel caso della disoccupazione, se il lavoratore dichiara falsamente di non lavorare, quest’ultimo è passibile della condanna per il reato di falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico

Inoltre, se oltre a dichiarare il falso abbia anche percepito la disoccupazione, il lavoratore sarà passibile del reato di indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato

Condotte che possono portare alla reclusione da sei mesi a tre anni, ma che – va anche detto, qualora la somma complessivamente ricevuta sia inferiore a 4 mila euro, più precisamente a 3.999,96 euro – sarà punito solo con la sanzione amministrativa. Sanzione che può però arrivare a circa 25 mila euro.

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Pertanto, il lavoro in nero oltre ad essere sbagliato perché esclude molti dei diritti del lavoratore, può risultare per lo stesso lavoratore molto costoso. 

Vuoi parlare con un esperto? Vuoi far valutare il tuo caso o avere maggiori informazioni? Scrivici qui.

Nota bene

Il presente articolo ha il solo scopo di fornire informazioni di carattere generale sulle ultime novità normative e giurisprudenziali relative ai temi trattatati dallo Studio Legale. 
Di conseguenza, non costituisce un parere legale né può in alcun modo considerarsi come sostitutiva di una specifica consulenza legale. 

Photo by Ashwini Chaudhary(Monty) on Unsplash

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