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Ma si può essere licenziati per aver chiesto il congedo parentale?

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Sul Corriere della Sera la notizia di una lavoratrice licenziata da una nota cioccolateria solo per aver chiesto, secondo la CGIL, giorni di congedo parentale.

Punti Salienti

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La notizia

La notizia racconta di una giovane madre, impiegata nel negozio “Venchi” della stazione di Santa Maria Novella a Firenze, che sarebbe stata licenziata su due piedi solo per aver chiesto giorni di permesso per accudire il figlio.

La famosa cioccolateria, al contrario, sembrerebbe giustificare il licenziamento sulla base di una interpretazione tecnica del contratto collettivo.

La lavoratrice ha impugnato il licenziamento ed ora sarà la giustizia a stabilire da che parte sta la ragione.  

In ogni caso, questa notizia ci è utile per capire se è possibile che un dipendente venga licenziato solo per aver chiesto giorni di congedo parentale.

Anzitutto dobbiamo ricordare che l’istituto del congedo parentale rappresenta un vero e proprio diritto del lavoratore previsto per legge1.

Questo istituto, che è stato recentemente riformato, consente al lavoratore, padre o madre, di assentarsi dal lavoro per accudire il figlio minore di 12 anni.

Il congedo parentale deve essere richiesto con un preavviso minimo di 5 giorni e nella sua richiesta il lavoratore deve indicare in maniera chiara la data di inizio e di fine del congedo.

Il datore di lavoro che ingiustificatamente rifiuta la richiesta di congedo rischierà una sanzione amministrativa.

Il datore di lavoro, quindi, salvo diversa previsione dei contratti collettivi, non potrà rifiutare la richiesta di congedo.

Da ciò deriva che un licenziamento dovuto alla semplice richiesta di giorni di permesso per congedo parentale rappresenta un licenziamento “ritorsivo” cioè una ingiusta reazione ad un comportamento legittimo del lavoratore e deve quindi ritenersi nullo.  

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Ma come tutelarsi dinanzi ad un licenziamento ritorsivo?

La prima cosa da fare è impugnare il licenziamento entro 60 giorni dalla sua ricezione. Tale termine è fondamentale, dato che, una volta superato, non sarà più possibile alcuna impugnazione. 

Il consiglio, quindi, una volta ricevuta la lettera di licenziamento, è quello di rivolgersi immediatamente ad un legale che possa valutare in modo adeguato il licenziamento ed impugnarlo correttamente entro i termini previsti dalla legge.

Sarà inoltre importante ricordarsi di fornire al proprio avvocato tutti gli elementi utili a dimostrare che il licenziamento è stato irrogato solamente per aver richiesto dei giorni di congedo parentale, dato che qualora venga provato che questa era l’unica ragione del licenziamento il lavoratore avrà diritto ad essere reintegrato nel posto di lavoro e vedersi riconoscere un risarcimento per il danno subito.

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Il presente articolo ha il solo scopo di fornire informazioni di carattere generale sulle ultime novità normative e giurisprudenziali relative ai temi trattatati dallo Studio Legale. 
Di conseguenza, non costituisce un parere legale né può in alcun modo considerarsi come sostitutiva di una specifica consulenza legale. 

Photo by Juliane Liebermann on Unsplash


1D. Lgs. 151/2001

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