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Un approfondimento sulla riforma introdotta dal D.lgsl. 62/2024 e sulle misure previste dalla Legge di Bilancio 2025.
Con l’entrata in vigore del Decreto Legislativo 62/2024, prende il via un progetto innovativo nell’approccio dello Stato alla disabilità.
Il programma è attualmente in fase sperimentale in nove province e mira a promuovere l’autonomia, la personalizzazione degli interventi e la piena inclusione sociale e lavorativa delle persone con disabilità.
Il cuore della riforma è una revisione sostanziale della legge 104/1992, allineata ai principi sanciti dalla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità: autodeterminazione, dignità e non-discriminazione.
Vi è un aggiornamento lessicale: vengono esclusi i termini handicap o portatore di handicap, sostituiti da come termini persona con disabilità.
Secondo i promotori della riforma, il linguaggio non è una semplice formalità, ma rappresenta un indicatore dell’evoluzione culturale e giuridica del nostro ordinamento.

Una delle innovazioni più incisive è il nuovo sistema di valutazione della disabilità, basato sulle classificazioni internazionali ICD (Classificazione Internazionale delle Malattie) e ICF (Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute), entrambi strumenti sviluppati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.
A differenza del passato, quando la disabilità veniva valutata in termini clinici, concentrandosi sulla menomazione o sul deficit, oggi l’approccio adottato tiene in considerazione anche l’aspetto sociale.
La persona non è ridotta alla sua patologia, ma viene valutata nel complesso: capacità funzionali, barriere ambientali e sociali, contesto relazionale.
A ciascun profilo corrisponderà un livello di tutela proporzionato.
La riforma della disabilità 2025 introduce anche il concetto di progetto di vita.
Con esso si intende un piano individualizzato, costruito in modo partecipato con l’interessato e finalizzato a garantirgli pari opportunità in ogni ambito: scolastico, lavorativo e sociale.
Il progetto includerà:
Lo scopo di questo modello innovativo è quello di superare l’assistenzialismo tradizionale e di restituire alla persona con disabilità un ruolo da protagonista e il controllo sulla propria vita.

La Legge di Bilancio 2025 ha introdotto una serie di misure economiche volte ad integrare e rafforzare gli strumenti previsti dalla riforma della disabilità.
Tra i principali interventi segnaliamo:
Viene confermata per il 2025 anche la possibilità di prepensionamento tramite Quota 103, Ape Sociale e Opzione Donna.
La riforma della disabilità 2025 non rappresenta un semplice intervento normativo: è un progetto di trasformazione culturale.
Il nostro ordinamento si muove verso una definizione di disabilità incentrata su diritti, libertà e partecipazione.
La sfida è ambiziosa e necessaria, e sarà fondamentale monitorare la fase sperimentale perché sia garantita la riuscita del modello e quindi la sua estensione alla totalità del territorio nazionale.
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